NON PAZZIE-RAI PIÙ. Nomine-Rai e spende-Rai. I vertici di viale Mazzini vogliono fare tabula rasa e procedere al più presto con le nuove nomine. Intanto per seguire il G20 ad Antalya, 12 inviati negli alberghi super lusso

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ome si dice in questi casi: secondo i bene informati, che in questo caso è il sempre aggiornatissimo sito “Dagospia”, dopo una lunga “trattativa”, la presidente della Rai Monica Maggioni e il direttore generale Antonio Campo Dall’Orto sono arrivati a un accordo sulle strategie future: cambiare tutti i direttori di rete e di testata. Nulla di particolarmente nuovo quindi.

 

È stato chiaro sin da subito che nulla si muoverà in Rai senza la benedizione del Presidente del Consiglio. Ed è per questo che sarebbe in atto un pressing su Palazzo Chigi per convincere Renzi a sostenere un vero e proprio reset delle cariche.

 

Intanto, il Dg Campo Dall’Orto ha nominato nelle scorse settimane Cinzia Squadrone, ex La7, per ricoprire l’importante carica di direttore marketing. L’ennesima risorsa esterna, scelta per un incarico di rilievo. Ancora una volta la domanda sorge spontanea: ma possibile che tra le professionalità della Rai non ci fosse nessuno all’altezza? Ma tant’è!

 

Intanto nei giorni scorsi, si è verificato un episodio certamente inquietante: l’auto del direttore Internal Audit e Responsabile dell’Anticorruzione della Rai, Gianfranco Cariola, è stata incendiata.

 

Il fatto risale alla notte tra mercoledì e giovedì scorso e si tratta, come è facile intuire di un episodio “di chiaro intento intimidatorio”, come riconosciuto anche dalla Rai, che arriva proprio in contemporanea con le indagini della Procura di Roma sugli appalti Rai truccati, su cui la magistratura ma anche Cariola, stanno contribuendo a fare piena luce.

In Rai c’è ancora tanto lavoro da fare per quanto riguarda la trasparenza e la spending review. Basti pensare che in occasione del recente vertice del G20 che si è da poco svolto ad Antalya, in Turchia, in Rai si è pensato bene di esagerare.

 

Non colpisce, quasi più, il numero spropositato di inviati di Viale Mazzini: un cronista per testata più corrispondente e operatori con telecamera, una spedizione di 12 persone in tutto. Sembra proprio che le precedenti trasferte del premier Renzi prima, in Australia con 5 inviati al seguito, poi negli Stati Uniti, con 7 giornalisti Rai dedicati, non abbiano insegnato nulla. Oltre al numero spropositato di codazzo giornalistico al seguito, ciò che indigna di più è che il soggiorno dei giornalisti Rai è stato a cinque stelle: due giorni agli Hotel Regnum e Kaya Palace, fra piscine con palme e letti sontuosi, per un soggiorno che supera i 500 euro a notte.

 

Nessuna ragione di sicurezza che possa giustificare questa scelta visto che, gli altri giornalisti italiani, della carta stampata, e delle tv concorrenti hanno optato per altre strutture, ugualmente sicure e confortevoli, ma meno dispendiose. Perché la scelta extra lusso per i giornalisti Rai?

 

Questione di banale comodità: pernottare nella “zona rossa” del G20 ha consentito di risparmiare qualche minuto all’ingresso, per seguire gli incontri. Ma i vertici Rai non hanno nulla da obiettare?

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